Chida
fig.1
bio
http://chidayasuhiro.com/
B I O
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[ i t a ]

Nasce nel 1977 a Kanagawa, Giappone. Specializzato in architettura presso la Musashino Art University, crea installazioni immersive sul tema della consapevolezza dello spazio e la "trasformazione della sensazione somatica", basate entrambe sulla sua esperienza derivata da attività d'alta quota come l'arrampicata su roccia, su ghiaccio e la speleologia.

Chida è stato citato nel portale Artdex nell'articolo "Ever-Renewing Power of Light Art: 9 Brilliant Light Artists You Need to Know" (2019). Tra le principali partecipazioni recenti si ricordano: International Light Art Award 2019 (Unna, Germania; finalista, premiato con l'Audience Prize); Wonderspaces (2019 – , USA); RE: PUBLIKA Festival (2018, Repubblica Ceca); La Chartreuse cultural center (2018, Avignone, France); Amsterdam Light Festival (2017, 2018); and SIGNAL Festival 2016 (Repubblica Ceca). Chida esplora gli ambiti periferici dell'arte, per cui ha ottenuto la collaborazione dell'Osservatorio Astronomico Nazionale giapponese e della JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency). Attualmente è impegnato nel suo progetto Kalama Park.


[ e n g ]

Born in 1977 in Kanagawa, Japan. Majored in Architecture at Musashino Art University. Creates immersive art installations on the themes of "the consciousness of space" and "the transformation of somatic sensation," which are based on his experiences from such activities as high-altitude mountain climbing, ice climbing and caving.

His name was cited in the website Artdex, in the article "Ever-Renewing Power of Light Art: 9 Brilliant Light Artists You Need to Know" (2019). Recent major activities include: International Light Art Award 2019 (Unna, Germany; one of the three Finalists; received the Audience Prize.); Wonderspaces (2019 –, USA); RE: PUBLIKA Festival (2018, Czech Republic); La Chartreuse cultural center (2018, Avignon, France ); Amsterdam Light Festival (2017, 2018); and SIGNAL Festival 2016 (Czech Republic). Explores the peripheries of art, for which he has received the cooperation of the National Astronomical Observatory of Japan and JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency). Currently planning his lifework art project Kalama Park.



W O R K
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[ i t a ]

Tratti di filo bianco sono intrecciati in una forma poligonale, tridimensionale. Questa forma funziona come uno schermo 3D, sul quale sottili linee di luce vengono irradiate tramite un proiettore. Queste luci lineari appaiono ripetutamente dal basso, ascendono e scompaiono. Inoltre, le particelle di luce si manifestano alle intersezioni tra i fili e le luci lineari. Nonostante le luci si muovano verso l'alto a velocità costante, le particelle di luce sembrano muoversi a velocità diverse. Queste differenze si verificano per la distanza dei fili dalla sorgente di luce e l'angolazione dei fili intrecciati. Più un filo si trova in posizione perfettamente orizzontale, più velocemente si muove la luce, mentre più si trova in posizione perfettamente verticale, più lentamente si muove la luce. Davanti agli occhi dell'osservatore si svolgono fenomeni complessi, nonostante l'uso di materiali e strutture estremamente semplici ed essenziali.

Chida considera uno spazio invisibile ed intoccabile come associabile a un senso di bellezza. In passato, i pittori cercavano incessantemente modi di esprimere lo "spazio" su un piano bidimensionale, a volte applicando teorie scientifiche, altre volte affidandosi alla propria sensibilità. Chiunque si è ritrovato, almeno una volta, a provare una sensazione di agio in un determinato ambiente spaziale, all'interno di un edificio o nella natura. Pertanto, cos'è lo "spazio" per noi? Le posizioni, le coordinate nello spazio a tre dimensioni si possono esprimere con vettori e quantità scalari, ma si può paragonare questo ad uno spazio come contenitore di bellezza? Che tipo di spazio è quello che un danzatore o un atleta investe con il suo corpo? Nonostante tutte le cose esistano in uno spazio tridimensionale, siamo incapaci di percepire lo spazio stesso. Questo lavoro è stato concepito per manifestare la bellezza/spazio in sé, invadendo lo spazio, appunto, con materiali a bassa densità e avvicinandosi ad esso come una esistenza percepibile. (T.N.)





[ e n g ]

White pieces of thread are woven in a three-dimensional, polygonal form. This form functions as a 3D screen, onto which thin lines of lights are irradiated via a projector. These linear lights repeatedly appear from the ground, then ascend and disappear. In addition, the particles of light manifest themselves at the intersections between the threads and the linear lights. Even though the linear lights ascend at a constant speed, the light particles appear as if they are all moving at different speeds. These differences occur depending on the distances of the threads from the light source and the angles of the woven threads. That is, the closer the thread is to a perfect horizontal line, the faster the linear light moves, and the closer it is to a perfect vertical line, the slower the light moves. Complex phenomena take place before the viewer's eyes, despite the use of a simple structure and materials.

Chida considers a "space" that cannot be seen or touched to be associated with a sense of beauty. In the past, painters continued to contrive ways to express "space" on a two-dimensional plane, at times using scientific ideas, while at other times relying on their own sensibilities. Everyone has experienced a time when the overall effect of a certain spatial environment has made them feel comfortable, whether it be inside a building or in nature. So what then is a "space" to us? The position coordinates in a three-dimensional space can be expressed with vector and scalar quantities, but can this be considered the same as a space that contains beauty? What sort of a space is the one a dancer or athlete captures via his/her body? Even though all things exist in a three-dimensional space, we are unable to perceive the space itself. This work was devised to manifest beauty/space itself through pervading the space with low-density materials and by drawing closer to it as a perceivable existence. (T. N.)



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