CINZIA
CAMPOLESE
fig.1
bio
B I O
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[ i t a ]

Cinzia C. è un'artista che vive e lavora a Montréal.

Il suo lavoro si svolge nell'ambito delle arti visive e nuovi media, focalizzandosi sulla creazione di ambienti audiovisuali immersivi, utilizzando prevalentemente la luce proiettata.

Nell'ottobre 2012 a Parigi contribuisce alla fondazione della label creativa IF, finalizzata a progetti di architettura, design, installazioni audiovisive. Dopo tre anni inizia a produrre individualmente e riceve il premio "Call4robot" per l'installazione "Continuum" a Bologna. Nell'ottobre 2016 espone il progetto "Who" in occasione della sua prima mostra personale. L'anno seguente viene invitata a far parte del centro di arti digitali Perte de Signal di Montréal.

Nei suoi lavori più recenti si dedica alla creazione di installazioni generative audiovisuali usando materiali riflettenti, producendo una serie di sculture di luce denominate "Specular series" e il lavoro "Frame of reference".

I suoi lavori sono stati esposti presso istituti culturali, gallerie e in occasione di eventi culturali, come Perte de Signal, BAM Festival, Chromatic Festival, Stereolux, Friche de Belle de Mai, Adiacenze Gallery, Livart Gallery and Nuit Blanche Montréal 2018. I suoi progetti sono stati pubblicati su The Creators Project, Juliet Art Magazine, L'Œil, Archdaily, Fubiz tra gli altri. DI recente è stata inclusa nel catalogo "222 artisti emergenti su cui investire", curato ed edito da Exibart. Nel 2018 ha partecipato a Chroniques Biennale a Marsiglia, e in dicembre ha presentato la terza parte del progetto "Specular series", "Lost intersections", al centro culturale e artistico Stereolux di Nantes.


[ e n g ]

Cinzia C. is an artist who lives and works in Montréal.

Her work is linked to the field of visual and new media art. Focusing on the creation of audio-visual immersive environments, mostly involving the use of projected light. In October 2012 she co-founded the creative label IF in Paris working on projects covering architecture, object design, set design and audio-visual installations. Three years later she started the production of her own pieces and received the "Call4robot price" for the installation «Continuum» in Bologna, Italy. In October 2016 she had her first solo exhibition with her project « Who ». One year later she joined the digital art center Perte de Signal in Montréal, as invited member. In her recent bodies of works, the artist has been working on the creation of generative audiovisual installations using reflective materials, creating a set of light sculptures called "Specular Series» and the piece «Frame of Reference ».

Her artworks were exhibited at cultural institutes, galleries and cultural events such as Perte de Signal, BAM Festival, Chromatic Festival, Stereolux, Friche de Belle de Mai, Adiacenze Gallery, Livart Gallery and Nuit Blanche Montréal 2018. Her projects were featured on The Creators Project, Juliet Art Magazine, L'Œil, Archdaily, Fubiz and many other publications. She recently been featured on the Exibart book "222 emerging artists worth investing in" She has been taking part of the Chroniques Biennale in Marseille in 2018, and she presented the third piece of the Specular Series project, Lost intersections, at Stereolux cultural and artistic center in Nantes, December 2018.
S T A T E M E N T
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[ i t a ]

La creazione di installazioni ed esperienze che mettono in discussione i concetti di percezione e consapevolezza di uno spazio è al centro del mio approccio artistico. Lavoro su scale diverse e ridiscuto l'ubiquità di alcuni elementi visivi che sono parte del nostro patrimonio culturale.

Come percepiamo i momenti e con quale tempistica? Il mio obiettivo è distorcere questi parametri di input sensoriali, per indurre una libertà percettiva individuale e ottenere un impegno dai visitatori attraverso un ritmo quasi ipnotico che li invita ad azzerare il proprio centro sensoriale.

Lavoro con la composizione audiovisiva. Che sia dettata da sequenze generative o che segua una struttura predefinita, essa è completa solo quando incontra il suo medium tangibile e lo spazio circostante. Spinta dal desiderio di presentare lavori "infiniti", che non seguono un approccio narrativo e lasciano spazio ad interpretazioni senza dare soluzioni o spiegazioni, io stabilisco e approfondisco un discorso basato su punti condivisi che porta ad un'auto-interrogazione.

La mia ricerca del momento condiviso si materializza principalmente nell'indagine spaziale e sulle reazioni percettive: le nostre abitudini sociali, le paure, le risate. L'obiettivo è tradurle in diverse forme concrete, plastiche, estetiche, sempre con un interesse particolare per le nuove tecnologie digitali.


[ e n g ]

The creation of installations and experiences that question the concepts of perception and awareness of a space lie at the center of my artistic approach. I work on different scales and question the ubiquity of certain visual elements that are part of our cultural genetics.

How do we perceive moments and with what temporality? I aim to distort these parameters of sensory input, to provide individual perceptive freedom and to attain commitment from viewers through an almost hypnotic rhythm that invites them to empty their sensory center.

I work with audio-visual composition. Wether dictated by a generative sequence or following a predefined structure, it is complete only when it meets its tangible medium and its environment. Driven by a desire to present "infinite" works that do not follow a narrative approach and leave room for interpretation without giving away solutions or explanations, I establish and evolve a discourse that is based on common and shared clues and leads to self-questioning.

My search for the shared moment materialises mainly in the investigation of space and of our perceptual reactions: our social habits, our fears and our laughs. The goal is for me to translate these into different plasticities and visual aesthetics, always with an outlook and a keen interest in new digital tools.


W O R K
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[ i t a ]

"Specular series" è un progetto che presenta una serie di installazioni audiovisive di sculture di luce diverse, create con l'utilizzo di luce proiettata e materiali riflettenti. Ogni scultura riflette la luce in maniera differente, e la proprietà riflettente del materiale permette ad ogni scultura di mescolarsi con l'ambiente e modificare la nostra percezione della sua forma.

Reti di algoritmi generano suoni e luci interconnessi.

Un ciclo si ripete, ma con variazioni infinite su scala multi-temporale.

I lavori mirano a rappresentare una costante ricerca di perfezione; una ricerca che è allo stesso tempo enfatizzata e interrotta dalle sottili differenze che si insinuano nelle ripetizioni di ogni sequenza.

Attraverso questo processo, la struttura apparentemente rigorosa e uniforme della composizione è pervasa da un senso dinamico di realtà.

L'installazione "Lost intersections" combina un set di superfici riflettenti convesse posizionate a terra, una accanto all'altra, al centro dello spazio.

I raggi di luce riflessa divergono seguendo la geometria della superficie, e le riflessioni generate si incontrano creando una serie di intersezioni luminose.




[ e n g ]

"LOST INTERSECTIONS" (from "The Specular series")

"The Specular series" is a project that presents a set of audio-visual installations of different light sculptures created through the use of projected light and reflective materials. Each sculpture redirects light in a different way and the reflective property of the material allows each sculpture to blend with its environment while also modifying our perception of its shape.

Networks of algorithms generate interlinked sound and light.

A cycle repeats but with infinite variations in multi-temporal-scales.

The piece aims to represent a constant search for perfection; a quest that is here simultaneously emphasized and disrupted by the subtle differences seeping through the repetition of each sequence.

Through this process, the seemingly strict uniform nature of the composition is infused back with a dynamic sense of reality.

"Lost Intersections" combines a set of convex surfaces placed on the floor, side by side, in the center of the space.

The reflected light rays diverge following the geometry of the surface and the generated reflections merges together creating a series of light intersections.


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