LUKAS STOEVER
fig.22
bio
B I O
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Lukas Stoever (1996) è un artista multimediale, studente presso l'Università delle Arti di Brema, Germania.

I suoi lavori si sviluppano nel campo dei nuovi media, arte e tecnologia, ricerca e simulazione. Guidati da un forte interesse per l'intersezione e l'interdipendenza tra i vari fenomeni, fatti e ambienti che si allineano, disobbediscono, si trasformano e mutano con le (nuove) tecnologie, i suoi lavori si evolvono in varie diramazioni tra installazione, elettronica e editoria.

Co-editore di href zine con Nathalie Gebert - una pubblicazione periodica iniziata con un numero sul tecnofemminismo - Stoever studia e ricerca le tracce e le riflessioni su teorie critiche come il cyberfemminismo degli anni '90 nella pratica degli artisti contemporanei.

I suoi progetti sono stati esposti in Germania in diverse occasioni e ha ricevuto diversi premi e menzioni d'onore.

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Lukas Stöver (1996) works as a media artist and Digital Media student at the University of the Arts Bremen, Germany.

His works are growing in the fields of new media, art, technologies, research and simulations. Driven by a strong interest in the intersections and interdependencies of all phenomena, matters and environments aligning, disobeying, transforming and mutating along with (new) techno-*-logies, his works evolve in various media as installations, electronics and publications.

While co-editing the href zine together with Nathalie Gebert - a publication series that started with an issue on techno-feminisms - they are researching about traces and reflections of critical theories, like the 90s cyberfeminism, in the practices of contemporary artists.

His works and project hve been exposed in various occasions in Germany, and he's been awarded several prizes and honorable mentions.
W O R K
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MUTIERTES L-SYSTEM

Poiché i sistemi-L hanno acquisito molta popolarità nella comunità dei programmatori (derivante da una delle pratiche più comuni nella biologia e nell'informatica per gli impianti di modellazione, applicata in simulazioni, giochi per computer e film) essi hanno una forte influenza su come le piante vengono rappresentate nei media e quindi anche su come le percepiamo e le valutiamo.

Questo lavoro scultoreo indaga i sistemi-L come interfacce di legame tra "naturale" e "artificiale".

Sui sistemi-L come interfacce di legame tra "naturale" e "artificiale"

Il biologo Aristid Lindenmayer inizialmente progettò i sistemi L nel 1968 per modellare il comportamento delle cellule vegetali. Oggigiorno i sistemi L sono stati rielaborati per modellare interi organismi vegetali.

I sistemi L, da un lato, sono utilizzati per la ricerca di "principi che unificano fenomeni apparentemente diversi", come afferma il gruppo di ricerca "Biological Modeling and Visualization" sul loro sito web "Algorithmic Botany". Questo programma di esplicita unificazione, opposto alla diversità dei processi di crescita delle piante, mostra come i sistemi L come le formalizzazioni siano intrinsecamente riduttivi. Qui i sistemi L funzionano come interfacce di traduzione di una qualsiasi pianta in crescita, con le sue qualità interdipendenti e spontanee, in un set di regole quantificato in una grammatica prestabilita.

D'altra parte i sistemi L sono uno strumento essenziale nelle pratiche di programmazione per sintetizzare le immagini delle piante in un approccio spesso naturalistico e offrono una importante interfaccia per la fusione di fenomeni etichettati come "naturali" nel mondo "artificiale".

Ciò che entrambe le applicazioni hanno in comune è che si concentrano sul guscio esterno delle piante e sulla loro struttura architettonica e meno sui processi biochimici che effettivamente causano la crescita.

Mutiertes L-System, 2017 - 2019

Questo lavoro esplora in modo sovversivo questi processi di formalizzazione, invertendoli.

Mutiertes L-System è un algoritmo L-system sviluppato fisicamente. Da un'origine software come regola L-System, migra nel mondo fisico. Mutando e sviluppando strutture architettoniche situazionali si adatta al suo nuovo ambiente spaziale.

Il substrato della scultura cinetica è costituito da uno scheletro di carbonio e giunti di plastica, disposti secondo la regola L-sistematica che prescrive come ogni ramo dovrebbe generare due nuovi rami, ruotati attorno al due assi e piegati di circa 89,8 gradi:


'F' ⟼ "Fx [-z-xFx] [+ z + xFx]"


Seguendo questa regola il sistema L si diffonde e, in aggiunta a ciò, sviluppa spontaneamente le strutture di supporto. Queste strutture di supporto disobbediscono al set di regole su cui si basa, ma sono necessarie per consentire al sistema-L fisico di diventare il più stabile possibile.

Dei fili vengono fissati da un giunto all'altro per conferire alla scultura la capacità di movimento. Questi fili muscolari reagiscono con la contrazione al calore, che viene indotto da schede a transistor a 12 Volt e gestite tramite un microcontrollore.

[ e n g ]

MUTIERTES L-SYSTEM

As L-systems have gained much popularity in the creative coding community, deriving from one of the most common established practices in biology and media informatics for modeling plants, applied in simulations, computer games and CGI-driven movies, L-systems have a strong influence on how plants are being represented in the media and therefore also on how we perceive and value them.

This sculptural work researches L-systems as interfaces of entanglement of the so-called 'natural' and 'artificial'.

On L-systems as interfaces of entanglement of the so-called 'natural' and 'artificial'

The biologist Aristid Lindenmayer initially designed L-systems in 1968 for modeling the behavior of plant cells. Nowadays L-systems have been reworked towards modeling whole plant organisms.

L-systems on one hand are used for researching "principles that unify apparently diverse phenomena", as the "Biological Modeling and Visualization research group" states on their website "Algorithmic Botany". This explicit agenda of unification against the diversity of plants' growth processes shows how L-systems as formalizations are being inherently reductionist. Here L-systems function as interfaces of translating any growing plant with their interwoven, interdependent and spontaneous qualities into grammar-based, quantified rulesets.

On the other hand L-systems are an essential tool in the practices of creative coding for synthesizing images of plants in an often naturalist approach, and offer an important interface of blending phenomena labeled as 'natural' into the realms of the 'artificial'.

What both applications have in common is that they focus on the outer hull of plants and their architectural structure and less on the biochemical processes that actually cause the growth.

Mutiertes L-System, 2017 - 2019

This work subversively explores these processes of formalizations by reversing them.

Mutiertes L-System is the physically grown L-system algorithm. From a software origin as a L-System rule, it migrates into the physical world. By mutating and developing situational architectural structures it adapts to its new spatial environment.

The substrate of the kinetic sculpture consists of a carbon skeleton and plastic joints, arranged by this L-systematic rule that prescribes how every branch should generate two new branches, rotated around two axis and bent around 89.8 degree:


'F' ⟼ "Fx[-z-xFx][+z+xFx]"


Following this rule the L-system sprawls and, in addition to that, grows spontaneous support structures. These support structures disobey the ruleset that it's based on, but are necessary to let the physical L-system become as stable as possible.

Muscle wires are clamped from joint to joint to give the sculpture its ability to move. These muscle wires react with contraction to heat, that is being induced by transistor boards around 12 Volts and controlled via a microcontroller.
M O T I V A Z I O N E
della giuria
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Il progetto di Lukas Stoever Mutiertes L-System traduce visivamente e fisicamente un sistema simbolico e strutturale di connessione, corrispondenza, derivazione e quindi legame fra reale e virtuale, materico e numerico, naturale e artificiale. Rappresenta artisticamente una facoltà sempre più valorizzata e necessaria in ogni ecosistema: lo spirito di adattamento, la resilienza nei confronti dell'ambiente ospitante. Da un'origine software, Mutiertes L-System migra nel mondo fisico: modificando e sviluppando proprie strutture architettoniche, si adatta al suo nuovo ambiente spaziale, come fosse un essere senziente. Seguendo questa regola L-System si estende e cresce i propri supporti situazionali, per diventare il più stabile possibile. I fili muscolari vengono bloccati dall'articolazione per conferire alla scultura la sua capacità di movimento.

L-System ha una forte influenza su come le piante vengono rappresentate nei media e quindi anche su come vengono percepite; il lavoro di Stoever sfrutta questo nesso e simula le evoluzioni di un organismo vivente, invitando alla riflessione rispetto ai confini sempre meno definiti fra dimensione sintetica e non, auspicando invece la sempre più intensa compenetrazione a favore della sopravvivenza. (Federica Patti)



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