ARCHIVIO/2O18
Arssalendo
Lavora decostruendo linee melodiche e beat di vario tipo al fine di razionalizzare un ensemble digitale di pattern distorti e ritmiche bipolari. Fa parte della crew di Misto Mame, localizzata a San Lorenzo, Roma.
live perfomance
— Italy
Daniele Spano'
Vette
pittura digitale
— Italy
BIO
Dopo una formazione da scenografo, inizia il percorso di regista e artista visivo. Dal 2012 al 2015 è consulente artistico per la Fondazione Romaeuropa e fa parte del comitato scientifico di Digitalife. Dal 2014 inizia la collaborazione con Luca Brinchi, con il quale firma i video per numerosi spettacoli e realizza scenografie e video per importanti istituzioni teatrali e culturali in Italia. Insieme nel 2016 realizzano l'allestimento multimediale per la sfilata di Gucci.

Nel 2011 viene invitato a raccontare il proprio lavoro in una trasmissione scritta e diretta da Takeshi Kitano.

Come artista visivo espone a Palazzo delle Esposizioni di Roma, il Museum of the Russian Academy of Fine Arts di San Pietroburgo, la Galleria Nazionale dell'Umbria, la Centrale Montemartini di Roma, Palazzo Venezia (Roma), Palazzo Collicola - Festival dei Due Mondi (Spoleto).

www.danielespano.com

WORK
Vette (progetto inedito, 2018. Pittura digitale e pennarello su carta)

Ho sempre lavorato in video ed in particolare usando la videoproiezione per la sua duplice capacità di produrre simultaneamente immagini in movimento e luce. L'utilizzo dei materiali diversi su cui l'immagine si posa è sempre stato per me motivo di studio e ricerca. La stessa immagine proiettata su un vecchio muro scrostato o su un elegante pvc ne restituisce non solo una visione diversa bensì un diverso significato. Di fronte all'imponenza delle montagne mi sono chiesto più volte se avesse senso filmarle. La mia risposta è stata no, quindi ho iniziato a disegnarle. In questi disegni, digitali e non, la forma restituisce quello che il colore sublima. Ombre, rocce, ghiacciai divengono campiture piatte psichedeliche e vibranti, non c'è niente di conciliante nell'assenza di movimento, o perlomeno sono ancora lontano dal trovarlo.

(Alcune delle opere sono elaborazioni digitali di scatti fotografici di Futura Tittaferrante)
Decomposer
Decomposer è un collettivo musicale formato da Agostino Maria Ticino e Carlo Marchionni. Ricercando una ibridazione cinematica e onirica, mettono insieme percussioni dinamiche jazzistiche e sintetizzatori vintage, dando vita ad un ampio spettro di ambienti emozionali. I rapporti di lunga data con la Visionary Mind Records e il suo LAB a Budapest sono fioriti nell'EP "Etudes Simples op.15" (2014), che contiene remix di Robert Lippok (Raster Noton) e Master Margherita (Boom Festival), nel LP "Giorno Eguale" (2017) e in diversi remix che collegano la scuderia dell'etichetta. Altri lavori con etichette di generi diversi mostrano un particolare ecosistema di influenze, dall'acid jazz italiano di IRMA Records all'elettronica industriale della berlinese Monolith. Parallelamente, Decomposer Studio si occupa anche di arrangiamenti, produzioni per gruppi live, musica per la TV. Negli ultimi quattro anni si sono esibiti in alcuni dei più strambi festival europei: OZORA, Amore, Mo:Dem e Sonica.

www.facebook.com/decomposerstudio
live performance
— Italy
Diego Gavioli
Diego Gavioli è regista e montatore freelance. Vive e lavora a Cento dove dal 2005 realizza principalmente videoclip musicali, spot pubblicitari e cortometraggi.

La sua formazione inizia nelle aule del DAMS di Bologna a cui fa seguire un corso di editing video presso il centro di Cinematografia di Bologna e un corso di regia presso il CentroLab di Roma.

Dividendosi tra il mondo della comunicazione, del teatro, della musica e delle arti visive, realizza lavori in cui i diversi registri interagiscono tra loro.
videomapping
— Italy
Diego Labonia / Simone Palma
ETHER'ò
installazione
— Italy
BIO
DIEGO LABONIA cresce nell'era analogica tra transistor, cavi e musicassette nutrendo un istinto digitale dal VIC20 in poi. Sin dal 1993 lavora come direttore tecnico luci in spettacoli teatrali, collaborando con registi come Strehler, Barberio Corsetti, Cecchi, Abbado, Timi, Punzo, Leo Bassi, Ricci/Forte, Arcuri, Tullio Giordana, e realtà come Accademia degli Artefatti, Tony Clifton Circus e Jocelyn Pook, Aphex Twin. Nel 2006 hanno inizio le sue prime esperienze come direttore artistico e tecnico di manifestazioni artistiche e performative incentrate sulla luce come linguaggio artistico. Parallelamente, nascono i suoi primi progetti tra cui "Buio", installazione performativa, presentata al Borgo Festival. Fonda nel 2009 Luci Ombre, società che fornisce supporto tecnico e artistico a teatri e aziende distinguendosi per organizzazione di eventi culturali non convenzionali. Dal 2015 è fondatore e direttore artistico di RGB Light Experience, primo Festival di Light Art d'Italia.

SIMONE PALMA, artista multimediale attivo in ambito teatrale e performativo, concentra la sua ricerca nella realizzazione di scenografie digitali e nell'attività di videomaking. Sin dagli anni 2000 si occupa di visualizzazione e animazione tridimensionale per diversi studi di architettura romani. Dallo studio per la materia e le superfici di proiezione ha inizio la produzione di installazioni artistiche incentrate sulla percezione visiva, presentate in varie occasioni tra cui Fotonica al MACRO, Pomezia Light Festival, RGB Light Fest. La realizzazione di scenografie digitali per il teatro e per i progetti sperimentali segnano l'inizio di collaborazioni con Alessandro Pintus, Gerardo Greco, Lanzi/Sodano e altri musicisti romani, Marco Tullio Giordana, Cardamomò, Mauro D'Alessandro. Le più recenti realizzazioni video vedono la collaborazione di Gianluigi Toccafondo, MP5 e Teho Teardo.

www.diegogavioli.com
WORK
Ether'ò è un'opera surreale e poetica, basata sulla proiezione di immagini su uno spettro d'acqua luminoso. Uno specchio magico dal quale emergono, come in un sogno, volti ed oggetti, ombre e fantasmi, ricordi distorti e premonizioni. Il pubblico diviene quindi protagonista di una drammaturgia collettiva, composta dalla percezione visiva di ogni singolo spettatore.
fuse*
Multiverse Prototypes
video installazione
— Italy
BIO
fuse* è uno studio ed una compagnia di produzione indipendente fondata nel 2007 che opera nell'area di incontro tra arte e scienza con lo scopo di esplorare le possibilità espressive date dall'uso creativo delle tecnologie digitali emergenti.

Sin dalle origini la ricerca dello studio ha avuto come obiettivo primario la creazione di installazioni e performance multimediali capaci di coinvolgere profondamente il pubblico amplificando l'impatto emotivo della narrazione. Nel corso degli anni lo studio si è evoluto, tendendo verso un approccio sempre più olistico alla creazione di nuovi progetti. Affidandosi ad un modus operandi che valorizza la sperimentazione pura, l'intento è quello di realizzare opere in grado di ispirare le persone, spostare i confini e cercare nuove connessioni tra luce, spazio, suono e movimento.

fuse* lega da sempre il proprio sviluppo a quello della comunità in cui opera, sostenendo, promuovendo ed ideando progetti che hanno come obiettivo la diffusione della cultura e della conoscenza. Con questo intento dal 2016 co-produce il festival di musica elettronica ed arti digitali NODE.

www.fuseworks.it
WORK
Multiverse Prototypes è una serie composta da venti esperimenti audiovisivi creati durante la fase di progettazione di Multiverse, installazione site-specific realizzata all'interno della chiesa sconsacrata nel cuore di Parma e sede di BDC - Bonanni Del Rio Catalog. L'opera tenta di rappresentare l'eterna nascita e morte di infiniti universi paralleli attraverso la creazione di una successione di quadri digitali, generati via software in tempo reale.

Esistono diverse teorie che ipotizzano modelli cosmologici di multiverso. Quella che ha ispirato la creazione di Multiverse è la teoria della "Selezione Naturale Cosmologica", proposta dal fisico teorico statunitense Lee Smolin. Questo modello prevede la nascita di vari universi da un universo progenitore e, analogamente a quanto accade in biologia secondo la legge di selezione naturale di Charles Darwin, ogni universo che nasce acquisisce caratteristiche "genetiche" in parte diverse rispetto al precedente; nel tempo, così, si verifica un progressivo aumento degli universi con caratteristiche favorevoli alla sopravvivenza mentre altri universi cessano di esistere. Secondo la teoria di Smolin anche il nostro universo è nato seguendo questo meccanismo e quindi anche l'esistenza della Terra e di noi stessi è in parte casuale e allo stesso tempo il risultato di una evoluzione infinita di altri universi.

In Multiverse il ruolo di "creatore" spetta al software, che stabilisce una serie di regole che descrivono il comportamento con il quale questi universi vengono concepiti. La natura generativa del sistema permette la creazione di infinite variazioni che si susseguono ciclicamente durante la vita dell'opera.
Luca Cataldo
Molecula | Apparenza
installazione
— Italy
BIO
Luca Cataldo è un artista multimediale specializzato nella realizzazione di installazioni audiovisive, grandi proiezioni, vjing e djing.

Il suo percorso nel mondo delle arti visive, frutto di un learning by doing, prende il via a Roma nel 2000, quando inizia a sperimentare montaggi estemporanei (LIVE VISUAL, VJING) utilizzando software e hardware che gli permettono di miscelare dal vivo filmati da lui registrati e flussi video provenienti da riprese dal vivo, televisione, film, cortometraggi, animazioni.

Successivamente grazie alla rete INCA Network partecipa ad oltre 50 progetti europei come coordinatore, formatore ed artista multimediale. Nel 2008 arriva in Olanda dove diventa responsabile delle residenze artistiche e direttore tecnico del festival multimediale Oddstream.

In questi anni, di pari passo alle performance live, continua ad approfondire le sue conoscenze con workshop e laboratori guidati da tutor come Fabio Di Salvo, Claudio Sinatti, Stefano Polli, Andrea Gabrieli, Bianco-Valente, iniziando così a realizzare le sue prime installazioni immersive.

Attualmente vive in Umbria ed è impegnato in differenti progetti, tra i quali KIDSBIT festival, che affronta il tema dell'uso creativo delle nuove tecnologie ed è dedicato a bambini e famiglie del nuovo millennio; è il co-fondatore di Antica Proietteria, specializzata nella realizzazione di spettacoli audio visivi, installazioni multimediali e corsi di formazione.

Il suo stile è sempre alla ricerca di un'estetica che rappresenti la bellezza e che possa permettere un'esperienza immersiva per un pubblico eterogeneo.

ka-lu.net
WORK
MOLECULA
Molecula evoca la trasformazione della materia regolata dalla "magia". Lo spettatore è immerso in un ambiente sonoro e visuale dove la fantasia e l'immaginazione sono le regole che governano il cambiamento.

APPARENZA
Apparenza è un'installazione audiovisiva in cui la luce proiettata è riconoscibile solo in presenza di uno sfondo, di un piano di confronto spostato oltre la luce stessa. E' una metafora delle tante connessioni, delle costruzioni mentali e delle interpretazioni che ogni giorno si vivono, inconsapevolmente. Una chiave di lettura per i limiti delle apparenze e dell'apparire, in un mondo sempre più dominato dalla superficialità, dall'effimero e dal costruito. La luce segue questo intreccio, lo percorre in ogni direzione, riempiendolo e svuotandolo, permettendo così di cambiare punto di vista e osservare in maniera nuova cosa c'è oltre. La luce sono io. I cavi sono il mondo. Il resto è ciò che vogliamo osservare.
Marco Cinque
Retroazione
ambiente performativo
— Italy
BIO
Marco Cinque, musicista DIY dal 1999 con lo pseudonimo $5man, oltre a lavori come sviluppatore per web, installazioni interattive e teatro sperimentale, autoproduce musica sui suoi sistemi digitali per real time composition utilizzando tecniche di composizione seriale e generativa.
WORK
Retroazione è un ambiente performativo in cui i movimenti nello spazio innescano degli effetti larsen controllati. La gestualità ed il comportamento dei visitatori modificano l'ambiente, che risponde all'azione con reazioni sonore e visive fortemente dinamiche.
Martina Zena
Interplay
performance
— Italy
BIO
Martina Zena, emiliana di nascita e milanese d'adozione, compie studi classici e si forma in Pittura e Grafica d'Arte all'Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua ricerca spazia tra arti visive, illustrazione e animazione, e performative, sperimentando continuamente nuove forme di espressione con un approccio multidisciplinare.

www.instagram.com/martinazena/?hl=it
WORK
INTERPLAY è la terza fase di una ricerca intrapresa da Martina Zena a partire dal 2015. Rispetto ai due progetti precedenti, INTERPLAY segna un ulteriore passo avanti nel percorso che riunisce musica, grafica e performance. In questa occasione, infatti, Martina Zena abbandona la dimensione "da tavolo" e narrativa per trovarne una ambientale, mediata dal corpo e dal gesto. Tutta la performance si basa sul concetto jazzistico dell'interplay, ovvero il ribaltamento dei ruoli, il momento in cui le gerarchie vengono messe da parte e ogni esecutore influenza l'altro.

Le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, in particolare tutto ciò che riguarda i sistemi musicali interattivi in tempo reale, hanno spostato l'attenzione sul ruolo del gesto come ponte tra il sistema visivo e quello sonoro.

Durante la performance, ogni gesto provoca un suono e da ogni suono si genera un segno. Il set prevede un insieme di strumenti digitali e analogici (strumenti odontoiatrici, componenti meccaniche, strumenti costruiti per l'occasione) e una grande piattaforma che reagisce, tramite sensori, ai gesti e ai movimenti necessari a lasciare un segno sulla carta. La trama musicale del progetto si avvale della sintesi sonora, del campionamento, ma anche di una costante interazione con l'ambiente fisico. Al termine della performance si rivela l'esito fisico del progetto, una grande stampa realizzata in monotipia. La stampa finale non sarà altro che la partitura musicale, gli appunti di questo dialogo a due tra il gesto/grafica e il musicista/suono.
Polisonum
Doppelkonzert
performance / installazione
— Italy
BIO
Polisonum è un collettivo di ricerca artistica che utilizza il suono come metodo e dispositivo di indagine sulle trasformazioni dei paesaggi, dei territori e delle geografie fisiche e culturali del mondo contemporaneo. Polisonum opera all'interno di diverse tipologie di spazi ponendosi in ascolto dei suoni; una vera e propria pratica sensibile dello spazio pubblico che porta il collettivo – formato da figure diverse e per questo multidisciplinare – a configurarsi come un soggetto filtrante, mediante il quale viene incanalato e memorizzato il flusso sonoro dello spazio in cui avviene la ricerca. Nella fase successiva alla registrazione, il contenuto acquisito diviene la fonte primaria per la progettazione di installazioni site-specific che sono al contempo opere e contenitori della componente sonora registrata e conservata al loro interno. Le installazioni agiscono nello spazio espositivo come opere aperte a più dimensioni contemplative, dove gli osservatori hanno la possibilità di trasformarsi in componente attiva. Ciò denota una prerogativa di questi lavori che non è né marginale né strettamente funzionale, bensì è fondante della poetica e del senso che queste opere assumono nelle mani degli osservatori.

Nel 2015 Polisonum espone il suo primo lavoro installativo, frutto di una ricerca sonora sull'ambiente urbano, in occasione di "Badlands. Pratiche di rigenerazione urbana" negli spazi di Factory Spazio Giovani di Roma Capitale. Si aggiudica il Premio Miglior Opera Inedita, assegnato a Torino durante The Others Art Fair 2016 per il display progettuale Sound Detection 01. Nel 2017 collabora con La Sapienza Università di Roma - Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale al Progetto Green Network, destinato alla Biennale dello Spazio Pubblico.

Partecipa come progetto indipendente a fiere d'arte contemporanea di carattere nazionale, come The Others Art Fair (Torino), ArtVerona e SetUp Contemporary Art Fair (Bologna).

polisonum.com
WORK
Progetto per Blooming Festival – in collaborazione con MEP srl
Doppelkonzert è un lavoro site-specific articolato in due momenti: una performance e un'installazione sonora pensate e realizzate per due luoghi distinti.

La prima fase di realizzazione avviene a Modena, nell'officina di un fabbro nel Villaggio Artigiano durante Periferico festival. L'operazione coniuga la pratica artigianale della lavorazione del ferro alla ricerca sul fenomeno della risonanza dei materiali. All'interno dell'officina ha luogo una performance che da vita a uno spazio sonoro, in cui i materiali utilizzati per la costruzione dell'opera risuonano nello spazio industriale insieme a una composizione musicale realizzata registrando i suoni del processo di lavorazione.

La seconda fase del lavoro è ospitata a Pergola, all'interno della Chiesa di Santa Maria di Piazza. Qui l'opera subisce una trasformazione formale e funzionale. Il suono, alla base della ricerca artistica, porta con sé la narrazione della realizzazione dell'opera, e i corpi elastici cavi che la compongono diventano contenitori di memoria sonora dell'intero viaggio dell'opera, stabilendo una connessione tra il luogo di partenza e quello di arrivo.

Progetto realizzato con il contributo e la collaborazione di MEP spa.
StudioAIRA!
Scar
installazione
— Italy
BIO
StudioAIRA! è movimento, percezione, tecnologia. E' un luogo dove l'energia scorre veloce e le idee prendono forma. Realtà e immaginazione sono due facce dello stesso pensiero: i colori si trasformano in oggetti, le cose cambiano aspetto, le geometrie esplodono nello spazio e i solidi diventano fluidi. Le creazioni di StudioAIRA sono paesaggi multisensoriali che combinano video, grafica, luce, suono, architettura, interattività. La tradizione artistica dialoga con l'innovazione tecnologica creando così relazioni inedite tra gli stili dell'arte classica e il linguaggio digitale. StudioAIRA racconta diverse realtà con la stessa passione: attenzione ai dettagli, precisione del segno, composizione armonica dello spazio, purezza del suono.

www.studioaira.com
WORK
L'essere umano vive le conseguenze del proprio operato interrogandosi sull'inadeguatezza del "naturale artificio" come costante conflitto tra opera e contaminazione. "SCAR" è l'espressione della causa/effetto, la linea di confine tra il giudizio e operato. Una striscia diagonale di mattonelle LED attraversa la chiesa, e le sequenze audio/video descrivono simbolicamente tre atti: 1 - Human beings, 2 - Furia etica, 3 - Opera.
The Unexpected
SolidLight
ambiente immersivo
— Italy
BIO
Il nostro spazio vitale prende luogo nello spazio vuoto e solo ad occhi chiusi sentiamo la concretezza del buio. Ho intuito il mio essere contenitore, ora aspetto la nuvola, e la pioggia.
WORK
SolidLight è un ambiente immersivo e partecipativo, una nube luminosa dove il pubblico viene avvolto a 360° dal suono e dalla luce.

All'interno dell'architettura evanescente, nell'aria prendono forma delle immagini che avvolgono i visitatori, cambiano alla loro presenza, reagiscono ai loro impulsi ottenendo così un ambiente dinamico in continua trasformazione.
Ultravioletto
5 sonic arms for robots
installazione
— Italy
BIO
Ultravioletto è uno studio di arte+design che progetta e realizza sistemi integrati per la comunicazione visuale. Sperimentazione e ricerca animano un team formato da designer computazionali e creative coders. Le realizzazioni dello studio spaziano dalle installazioni interattive per ambienti immersivi, passando per soluzioni editoriali di grafica generativa, ponendo un accento sull'utilizzo della robotica nell'ambito artistico. Il lavoro di Ultravioletto si prefigge di sviluppare interfacce interattive non convenzionali e nuovi efficaci format di comunicazione visuale. Ultravioletto nel campo della ricerca accademica collabora attivamente con istituzioni pubbliche e private tra le quali: RUFA, università di Tor Vergata (corso di laurea in Sonic Arts) e il dipartimento di scenografia virtuale dell'università La Sapienza.

ultraviolet.to
WORK
Una coreografia su musica generativa dove le sfere sensoriali dei movimenti dei robot e del flusso sonoro sono connesse e indissolubili.
Università Politecnica delle Marche ft. Okapi
sound project
— Italy
Rima Glottidis è un progetto inedito di Økapi, musicista elettronico e cut-up artist, ed è il punto di partenza per questo lavoro dove l'iniziale esplorazione dell'apparato fonatorio si mescola con un originale uso di meccanismi neurali di emulazione dello stesso, condotta da tre ricercatori dell'Università Politecnica delle Marche. Le nuove tecniche di generazione del suono attraverso il Deep Learning agiscono da orecchio e bocca artificiali, che tentano di apprendere e riprodurre ciò che hanno ascoltato con risultati spesso non prevedibili. Tra lallazioni artificiali e complessi orditi corali, il lavoro viene presentato come installazione sonora ambientale.
Mapping Gaming
workshop
Videomapping for kids
con Gianluca Del Gobbo
Robotica
workshop
con Bruno Capezzuoli
workshop
Walkabout #arthinking
con Carlo Infante
Accademia di Urbino–NTA
video screeniings
selezione video
a cura di Marcello Signorile
video screenings
Selezione video
a cura di Simona Lisi