ARCHIVIO/2O19
Cinzia Campolese
Lost intersections
from "Specular series"
installazione audiovisive
— Canada
BIO
Cinzia C. è un'artista che vive e lavora a Montréal.
Il suo lavoro si svolge nell'ambito delle arti visive e nuovi media, focalizzandosi sulla creazione di ambienti audiovisuali immersivi, utilizzando prevalentemente la luce proiettata.

Nell'ottobre 2012 a Parigi contribuisce alla fondazione della label creativa IF, finalizzata a progetti di architettura, design, installazioni audiovisive. Dopo tre anni inizia a produrre individualmente e riceve il premio "Call4robot" per l'installazione "Continuum" a Bologna. Nell'ottobre 2016 espone il progetto "Who" in occasione della sua prima mostra personale. L'anno seguente viene invitata a far parte del centro di arti digitali Perte de Signal di Montréal.

Nei suoi lavori più recenti si dedica alla creazione di installazioni generative audiovisuali usando materiali riflettenti, producendo una serie di sculture di luce denominate "Specular series" e il lavoro "Frame of reference".

I suoi lavori sono stati esposti presso istituti culturali, gallerie e in occasione di eventi culturali, come Perte de Signal, BAM Festival, Chromatic Festival, Stereolux, Friche de Belle de Mai, Adiacenze Gallery, Livart Gallery and Nuit Blanche Montréal 2018. I suoi progetti sono stati pubblicati su The Creators Project, Juliet Art Magazine, L'Œil, Archdaily, Fubiz tra gli altri. DI recente è stata inclusa nel catalogo "222 artisti emergenti su cui investire", curato ed edito da Exibart. Nel 2018 ha partecipato a Chroniques Biennale a Marsiglia, e in dicembre ha presentato la terza parte del progetto "Specular series", "Lost intersections", al centro culturale e artistico Stereolux di Nantes.
WORK
"Specular series" è un progetto che presenta una serie di installazioni audiovisive di sculture di luce diverse, create con l'utilizzo di luce proiettata e materiali riflettenti. Ogni scultura riflette la luce in maniera differente, e la proprietà riflettente del materiale permette ad ogni scultura di mescolarsi con l'ambiente e modificare la nostra percezione della sua forma.

Reti di algoritmi generano suoni e luci interconnessi. Un ciclo si ripete, ma con variazioni infinite su scala multi-temporale. I lavori mirano a rappresentare una costante ricerca di perfezione; una ricerca che è allo stesso tempo enfatizzata e interrotta dalle sottili differenze che si insinuano nelle ripetizioni di ogni sequenza. Attraverso questo processo, la struttura apparentemente rigorosa e uniforme della composizione è pervasa da un senso dinamico di realtà.

L'installazione "Lost intersections" combina un set di superfici riflettenti convesse posizionate a terra, una accanto all'altra, al centro dello spazio.

I raggi di luce riflessa divergono seguendo la geometria della superficie, e le riflessioni generate si incontrano creando una serie di intersezioni luminose.
Guillaume Marmin
Timee
installazione
— France
BIO
Guillaume Marmin è un artista visivo francese, formatosi all'Università Lyon II e all'ARFIS di Lione.

Il suo lavoro, da sempre legato alla scena musicale e alle arti performative, rientra in una rivisitazione della creazione visiva che supera i mezzi tradizionali di racconto e media performativi. Attraverso il suo lavoro, Guillaume Marmin ricerca un nuovo alfabeto sinestetico, un linguaggio in comune tra suono e luce, ritmi, contrasti e figure evanescenti in movimento.

Nel desiderio di offrire nuovi supporti a questo nuovo linguaggio, Marmin supera lo schermo e sperimenta su diverse superfici: mapping 3D su sculture ed edifici, proiezioni su fotografie e stampe, corpi in movimento o fumo.

I suoi interventi immersivi nello spazio pubblico sono spesso occasione di collaborazione con architetti, scenografi, musicisti, light designers.

I suoi progetti sono stati presentati in diversi festival e istituti di cultura, tra cui Scopitone, Signal, Biennale Némo, Centro di Ricerca Astrofisica di Lione, Digital Art Center Taipei.

guillaumemarmin.com
WORK
Nel 360 d.C. circa, Platone scrisse il dialogo Timeo, in cui immaginava l'universo come un sistema geocentrico, includendo nella dissertazione un concetto chiamato "musica delle sfere", per cui ogni pianeta avrebbe la sua tonalità basata sulla propria rivoluzione orbitale. L'intero sistema era diviso in un'ottava, un quinto, un quarto, un tono, e poichè tutti i pianeti ruotavano intorno alla Terra, il sistema solare avrebbe avuto una perfetta colonna sonora. Marmin e il musicista Philippe Gordiani si sono ispirati a questa teoria per questa installazione - un universo creato dall'uomo che reinventa un sistema solare sonoro, con strutture visive che emanano raggi immersivi e onde sonore.

Guillaume e Philippe hanno discusso questa visione con Isabelle Vauglin, astronoma del CRAL di Lione. Nonostante la teoria di Platone sia stata smentita attraverso i secoli, l'idea conserva ancora la sua visione poetica del cosmo. Nonostante sappiamo che non c'è modo per il suono di propagarsi nel vuoto, non possiamo fare a meno di trovare connessioni tra l'astronomia e la musica.
Mariska de Groot
Nibiru
performance audiovisiva
— Netherlands
BIO
Affascinata dal fenomeno e dalla storia dell'optical sound, Mariska De Groot (Olanda, 1982) costruisce, performa e compone per strumenti analogici "dalla luce al suono" che indagano questo principio in forme nuove. Il suo lavoro spesso si riferisce a invenzioni del passato, con le quali tenta di suscitare un'esperienza multisensoriale e fenomenologica di luce, suono, movimento e spazio.

Mariska si laurea in Graphic design nel 2005 e nel 2012 consegue il master interfacoltà Arte-Scienza.

I suoi lavori sono stati presentati in diverse occasioni internazionali come STEIM (NL), Fiber (NL), Resonate (RS), Ars Electronica (A), Atonal (DE), CTM (DE), Oddstream Festival (NL), Todays Art (NL), Shiny Toys (DE), NCCA Moscow [RUS], NCCA Arsenal (RUS), Centras (LI), Glow (NL), Lab30 (DE), NK Berlin (DE), STRP (NL), IFFR (NL), Worm (NL), Atelier Nord (NO), Mirage Festival (FR), Nederlands Film Festival (NL), EYE Filminstituut Amsterdam (NL), STUK (BE), KIKK (BE).

www.mariskadegroot.com
WORK
Nessuno ha mai scoperto Nibiru - il pianeta dell'attraversamento - il nono pianeta che, si dice, venga a visitare il nostro sistema solare ogni 3000 anni. Con la sua enorme massa e la sua orbita oblunga e angolata, Nibiru causa un momento di lieve disorientamento nei pianeti conosciuti, cosa che spiegherebbe la loro posizione alterata rispetto a quella calcolata dall'uomo.

Affascinata da questo antico mito, Mariska De Groot investiga la posizione e il movimento di questo pianeta perduto. Come apparirebbe, come risuonerebbe l'antica coreografia spaziale di Nibiru?

"Nibiru" è uno strumento per performance audiovisiva costruito da semplici ma instabili oscillatori a pendolo. I pendoli sono attivati da movimenti ritmici, che vanno ad incidere complessi schemi curvilinei su lastre di vetro annerite. I rumori dell'instabilità e le resistenze dell'apparato vengono amplificati, e dei microfoni sensibili alla luce creano dei pattern sonori scansionando la mutevole immagine geometrica proiettata. Movimenti ritmici, luce e suono si aggregano naturalmente creando un'analogia con le traiettorie cosmologiche, mentre il disegno tracciato diviene la rappresentazione della danza di Nibiru.
Minus.Log
No time_03 Coi Piedi per Tierra
installazione audiovisiva
— Italy
BIO
Minus.log nasce nel 2013 dalla collaborazione di Manuela Cappucci e Giustino Di Gregorio. Dall'incontro delle loro sensibilità nascono installazioni audiovisive, stampe e lavori pittorici accomunati da un processo di sottrazione, di riduzione dei mezzi, in cui materiale e immateriale si compenetrano.

L'attenzione di Minus.log è concentrata sullo spazio vuoto, sulla pausa, su una comunicazione che nasce dal silenzio. Linee di luce e forme semplici interagiscono con superfici, sculture o ambienti che, accogliendo il rigore formale, giocano negli interstizi del senso e della logica portando in primo piano ciò che spesso è accantonato velocemente: l'errore, l'attesa, la ripetizione. Minus.log, nella creazione di ambienti immersivi, esplora e invita a esplorare un diverso rapporto con lo spazio e con il tempo, una dimensione nella quale sia possibile cogliere sfumature sottili e variazioni minime.

Tra le principali mostre personali e collettive: Stills of Peace, Scuderie Ducali Palace degli Acquaviva (Atri, Teramo, 2016), Unotrezerouno, Abbazia di Propezzano (Morro d'Oro, Teramo, 2016), HearteartH festival (Berlino-Milano, 2016). What remains, Museolaboratorio ex Manifattura Tabacchi (Città Sant'Angelo, Pescara, 2016), FILE 2015. Electronic Language International Festival (São Paulo, Brazil, 2015), door/angelo della rivelazione franco/summa project (Castelvecchio Subequo, L'Aquila, 2014), UntitledLine, Galleria Bianconi (Milano, 2017).

minuslog.it
WORK
Un taglio digitale cattura un frammento di cielo e lo ancora a terra. Si osserva lo scorrere del tempo da vicino, nell'illusione di poterlo afferrare. L'installazione audiovisiva fa parte del progetto "no time", nato dal desiderio di indagare la relazione dell'uomo con il tempo. Un tempo frammentato e imprevedibile che, proprio nell'errore della percezione umana, lascia intuire nuove possibilità. Il cielo, l'elemento naturale che ci offre lo spettacolo del continuo mutamento ogni giorno, diventa l'icona digitale dello scorrere del tempo. Potremmo osservarlo quotidianamente alzando gli occhi ma è attraverso il taglio digitale di uno schermo che riesce a catturare più facilmente la nostra attenzione.

"Grazie all'uso di due proiezioni dello stesso video in momenti diversi, si produce uno sfasamento che, attraverso un gioco percettivo, da allo spettatore l'idea di attraversare fisicamente il tempo, di perdere il controllo della sua linearità. Inoltre, all'uomo contemporaneo, abituato a vedere tutto mediato da uno schermo, si offre la possibilità di entrare in contatto con ciò di cui potrebbe fruire direttamente nel quotidiano attraverso il taglio digitale di questo campionamento. É come se attraverso la digitalizzazione si rendesse il cielo degno di maggiore attenzione. Il pannello su cui viene proiettata l'immagine diviene così una sorta di lente tra il naturale ed il digitale". (Maria Chiara Wang)
OLO Creative Farm
Sorgente
installazione
— Italy
BIO
OLO creative farm nasce nel gennaio 2005 per opera di Mattia Amadori, Andrea Corti e Max de Ponti nel centro della città di Como e da allora si propone di coltivare la creatività per emozionare, stupire ed ispirare le persone.

Dalle video-installazioni ai video musicali, dai visual ai concerti, dalla videoarte alle installazioni di luce interattive, OLO creative farm spazia in ogni ambito della comunicazione visiva.

L'interattività e le esperienze immersive giocano inoltre un ruolo cardine nella sperimentazione dello studio, sempre dedito a trovare nuove strade per avvicinare la tecnologia all'uomo.

La forte propensione verso le arti cinematografiche spinge inoltre lo studio a ideare e scrivere sceneggiature e a realizzare corti e lungometraggi.

OLO creative farm ha collaborato con band musicali di calibro internazionale come i MUSE e i JET, e band italiane come gli Afterhours, i Calibro 35, Rita Pavone e Garbo, tra i tanti.

Ha realizzato documentari per grandi eventi, come MITO Settembre Musica, Milano Film Festival, Swing Crash Festival, Lake Como Film Festival e installazioni e spot per grandi brand come Juventus, Ferrari, Poltrona Frau, Brooks Brothers, Vans ed Ericsson, tra i tanti. OLO creative farm ha inoltre creato con Sarah Marder il film documentario THE GENIUS OF A PLACE – L'anima di un luogo, promosso dal Touring Club Italia. OLO creative farm, oltre a collaborare con il Teatro Regio di Parma ed il Teatro Sociale di Como, collabora con prestigiosi musei internazionali come il MuDeC, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, l'Art Science Museum di Singapore, Tsinghua University di Pechino, Indianapolis Museum of Art e North Carolina Museum of Art.

olocreativefarm.com
WORK
Un pozzo trascina l'osservatore nelle profondità delle viscere della terra, l'abisso raccontato nelle leggende, una caduta in cui non si può percepire il limite.

Un elemento simbolico che induce ad una riflessione introspettiva sul collegamento tra l'uomo e la terra, il cui abisso si trasforma in un vortice infinito di immagini riflesse e suoni ancestrali da cui si genera una suggestione di turbamento che astrae lo spettatore dalla realtà e spinge lo sguardo verso l'ignoto.

Il pozzo rappresenta il luogo dove si prende contatto con il sé più profondo e da cui si attinge l'acqua che dà la vita, ma anche un luogo di condivisione e socializzazione permeato da un'aura di sacralità.

Un collegamento con un mondo sotterraneo evocativo della nostra parte più intima, in una matrice di sensazioni infinitamente estesa.

Sound credits: Notclub
Roberto Pugliese
Equilibrium Variant
installazione
— Italy
BIO
Roberto Pugliese nasce a Napoli nel 1982, dove si forma ed attualmente vive e lavora. Conseguita la laurea in Musica Elettronica presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli sotto la guida del M° Agostino di Scipio, divide il suo tempo tra l´insegnamento presso il Conservatorio di Bari (cattedra di Multimedialità), l'attività musicale e la produzione di installazioni sonore. La sua ricerca trae energia principalmente da due correnti artistiche, quella della sound art e quella dell'arte cinetica e programmata. Servendosi dell'utilizzo di apparecchiature meccaniche pilotate da software che interagiscono tra di loro, con l'ambiente che le circonda e con il fruitore, intende esaminare nuovi punti di ricerca su fenomeni legati al suono, sull'analisi dei processi che la psiche umana utilizza per differenziare strutture di origine naturale da quelle artificiali( sia acustiche che visive ), sul rapporto tra uomo e tecnologia e sul rapporto tra arte e tecnologia, senza mai perdere di vista l'aspetto visivo. Il suono diventa quindi sia oggetto di ricerca, sia mezzo di espressione acustica e visiva, energia vitale che anima l'inanimato, guida per analizzare e stimolare la psiche e la percezione umana.

www.robertopugliese.com
WORK
Il lavoro intende indagare le potenzialità dell'effetto Larsen (o feedback), mediante dispositivi mobili in uno spazio tridimensionale. L'effetto Larsen è il tipico fischio stridente che si sviluppa quando i suoni emessi da un altoparlante ritornano ad essere captati da un microfono troppo vicino. La frequenza emessa e captata viene amplificata e riprodotta con ampiezza crescente, virtualmente illimitata, se non fosse che l'amplificatore va in saturazione. Su di un supporto da terra sono posizionati due bracci robotici, alle cui estremità sono collocati rispettivamente un microfono e un altoparlante. Un software creato ad hoc muove i bracci robotici e gestisce la distanza del microfono dallo speaker evitando che il sistema vada in saturazione, cercando un equilibrio fisicamente impossibile da ottenere. La ricerca spasmodica di questo equilibrio crea una dimensione acustica e visiva mutevole, in quanto la frequenza del feedback e i movimenti dei bracci mutano in tempo reale. In natura il fenomeno del feedback è la capacità di un sistema di autoregolarsi e tutti gli organismi viventi ne sono soggetti. Il progetto, attraverso il suono, porta questo fenomeno nel campo della cibernetica; questo rende i movimenti estremamente armonici e naturali ed i bracci assumono caratteristiche comportamentali riconducibili a organismi viventi, come per esempio quelle di due animali che si corteggiano o duellano. Il sistema dunque si trasforma in un organismo biomeccanico che vive di vita propria e reagisce alle condizioni esterne.

(Si ringrazia l'Ing. Walter Pugliese per il contributo tecnico alla realizzazione dell'opera).
Volna
Sub Rosa
installazione cinetica
— Russia
BIO
VOLNA è un collettivo di artisti di San Pietroburgo impegnato nelle arti visive e light art.

Il gruppo è formato da cinque creativi: Nikita Golyshev, Snezhana Vinogradova, Ekaterina Morzobitova, Aleksei Beliakov, Yana Cheklina, provenienti da diversi background nei settori dell'architettura, design, arte e studi culturali. L'approccio cross-mediale e un'estesa rete di collaboratori permette al collettivo di realizzare con competenza progetti straordinari.

VOLNA predilige le forme minimaliste e le animazioni chiare ed espressive, nella pratica artistica così come nel mondo reale nella produzione site-specific, e segue ogni passo della creazione e realizzazione di un progetto, dal concept alla documentazione.

Dal 2014, VOLNA ha sviluppato vari progetti nel campo della light art e dell'installazione, della scenografia, animazione, video, design, così come campagne promozionali ed eventi di presentazione delle proprie creazioni.

www.volna-media.com
WORK
Sub rosa è un'installazione luminosa cinetica collocata in una nicchia e visibile dal pubblico da una distanza ravvicinata. Seguendo l'idea di "blooming" abbiamo sviluppato una forma che rassomiglia a un fiore, che trasmette luce dai suoi petali in movimento e sembra cambiare continuamente aspetto grazie all'effetto di marezzatura. Questo fiore tuttavia è collocato in un sotterraneo, pertanto assume anche un significato simbolico. Non cerca la luce del sole, ma diventa come un sole esso stesso, un punto di riferimento, l'oggetto intorno a cui si riunisce una società segreta.

Il titolo dell'installazione si riferisce alla storia delle comunità e agli incontri segreti che avvenivano in luoghi sotterranei nel passato. C'è anche un'allusione ai rituali medievali di protezione cavalleresca dal disonore, che si può riportare ai nostri tempi come protezione del diritto di ognuno a mantenere riservate le proprie parole, contro l'abuso di intercettazioni e rivelazioni di conversazioni private, asserendo il valore immutabile del discorso in prima persona e in viva voce.
Olivier Ratsi
Continuum
installazione
— France
BIO
Olivier Ratsi è un artista visivo francese che vive e lavora a Parigi. Il suo lavoro presenta realtà oggettiva, tempo, spazio e materia come una serie di nozioni intangibili.

Concentrandosi sull'esperienza della realtà e della sua rappresentazione, così come sulla percezione dello spazio, Ratsi concepisce lavori che incoraggiano lo spettatore a mettere in discussione la sua interpretazione di cosa è reale.

Come pare integrante di questo processo, Ratsi crea dei sistemi che destrutturano i nostri punti di riferimento spazio-temporali, spesso usando la tecnica dell'anamorfosi sviluppata durante le sue ricerche.

Creando una frattura con la realtà oggettiva, i lavori di Olivier Ratsi non puntano tanto a stimolare le sensazioni o perturbare i sensi, quanto più a fungere da catalizzatori per punti di vista differenti, per riferimenti psicologici e culturali. Pertanto l'osservatore non è privato della sua capacità soggettiva di ricostruire/ricostituire la realtà, ed è invitato a prendere posizione riguardo all'opera in base alle proprie reazioni.

Olivier Ratsi è riconosciuto tra i co-fondatori e membri originari del collettivo artistico AntiVJ. Ora lavora individualmente e ha esposto in mostre personali e collettive in tutto il mondo, presso Denise René Gallery e Charlot Gallery, Paris, FR; Atsuko gallery, Tokyo, JP; Puerta Roja, Hong Kong, HK; Wood Street Galleries, Pittsburgh, USA. Il suo lavoro è stato presentato in musei come OCT Museum, Shanghai, CN; K11 Art Village, Wuhan, CN; D-Museum, Seoul, KR; National Taiwan Museum of Fine Arts, Taichung, TW. Inoltre ha partecipato a numerosi festvial ed eventi tra cui Elektra, Mutek and International Digital Arts Biennial, Montreal, CA; Biennale Némo, Mirage e Bains Numériques, FR.

www.ratsi.com

WORK
Continuum fa parte di Echolyse project, una serie di lavori incentrati sulla percezione dello spazio. L'installazione cerca di stabilire una connessione tra quattro superfici posizionate ad angolo retto in uno spazio concreto. Il vocabolario geometrico del contenuto visivo dell'installazione - le "bucce", o "strati", comuni a tutte le opere di Echolyse project, insieme al tappeto sonoro concepito da Thomas Vaquié, contribuiscono a esplorare una dimensione temporale in uno spazio quadrimensionale.

Concept Design & Art Direction: Olivier Ratsi
Sound design: Thomas Vaquié
Oleg Savunov
From the first sight
installazione
— Russia
BIO
Oleg (Leningrado, 1983) è un fotografo e artista che vive e lavora a San Pietroburgo.

Si laurea in legge nel 2005 all'Università Pedagogica Statale di Mosca. Dal 2006 studia fotografia presso il Museo d'Arte Moderna di Mosca, e in seguito prosegue la sua formazione a San Pietroburgo. Nel 2012 si laurea alla facoltà di Fotografia Giornalistica. Dallo stesso anno è parte del programma del Fotodepartment Institute.

I suoi progetti, di stampo concettuale, si collocano tra le nozioni di spazio e tempo, identità e psicanalisi, utilizzando uno stile che mescola fotografia di paesaggio e fotografia documentaria.

Suoi lavori sono stati pubblicati su The Guardian, F-Stop, Calvert Journal, GEO, The Village magazines.

olegsavunov.com

WORK
Le tecnologie stanno diventando inseparabili dalla vita umana. Differenti dispositivi dotati di schermi ci circondano e inevitabilmente influenzano il nostro comportamento e la nostra interazione con gli altri. Basta uno smartphone con accesso ad internet per sentirci connessi, ci sentiamo parte del mondo intero come una grande famiglia. Poniamo il caso di ricevere una videochiamata da un amico. Normalmente, mentre sullo schermo è inquadrato il nostro amico, in un angolo compare anche la nostra immagine. Questa immagine è piuttosto seduttiva, probabilmente siamo più attratti da quella che non dalla persona con cui stiamo parlando. Muoviamo la testa da un lato all'altro, avanti e indietro e siamo soddisfatti, ci piacciamo. La superficie di uno schermo digitale è come il riflesso sull'acqua di cui si innamora Narciso.

Tuttavia, in questo momento fallisce l'interazione, poichè difatti siamo più concentrati su come ci percepisce l'altro, che non sulla conversazione. Inoltre, di fatto non possiamo nemmeno interagire con la nostra propria immagine, poichè questo richiede un contatto visivo, ma la fotocamera frontale nei dispositivi è collocata su un asse che rende impossibile guardarci negli occhi. Questi scappano via, si nascondono da qualche parte, lateralmente.

Questa frattura metaforica ci da l'opportunità di guardare il nostro volto da una prospettiva insolita. Posso vedere i movimenti del mio occhio, posso contemplare il mio volto come un paesaggio, senza riconoscerlo del tutto. L'incontro non avviene mai, lo schermo lo controlla.
Motorefisico
Trappola Visiva
spazio immersivo
— Italy
BIO
MOTOREFISICO è un duo composto da Lorenzo Pagliara e Gianmaria Zonfrillo, architetti e designer romani. Il loro lavoro spazia dall'installazione ambientale, alla decorazione d'interni, alla videoarte. Dal 2015 progetta e interviene su pareti e pavimentazioni di abitazioni private, scuole, uffici, hotel e locali.

MOTOREFISICO è un progetto che sfrutta diverse tecniche espressive, dal nastro adesivo, utilizzato sia per disegnare che per costruire maschere per interventi pittorici, all'utilizzo della Lycra per realizzare tensostrutture e sculture wireframe. Queste tecniche vengono utilizzate anche per realizzare progetti video e visual.

Ha realizzato numerosi interventi in tutto il mondo, in diverse occasioni e per diversi committenti pubblici e privati, tra cui Miami iii points, Outdoor festival, Nike Seoul.

www.motorefisico.com

WORK
"Trappola Visiva" è uno spazio immersivo costituito da due interventi distinti che giocano con la tridimensionalità. Il contrasto tra lo sviluppo verticale dei volumi della torre e la profondità illusoria delle proiezioni di immagini generate da algoritmi crea un'atmosfera al confine del surreale.

Sound: KosmonautMusic
Spacetik
Impact
installazione luminosa
— Italy
BIO
Spacetik collective è un gruppo di cinque giovani creativi nato nel 2017 con base a Roma.

Provenienti da background differenti che spaziano dall'exhibit alle nuove tecnologie, si sono formati durante il corso accademico di Multimedia Arts and Design per poi proseguire la loro sperimentazione.

Il collettivo, mediante l'uso di vari linguaggi, realizza installazioni interattive multimediali e performance audiovisive che indagano sull'integrazione di immagini, luce e suono per creare esperienze sinestetiche che immergono il fruitore.
WORK
L'azione di un corpo su di un altro causa sempre un effetto, anche se a volte questo può essere impercettibile all'occhio e alla sensibilità umana. La retroazione generata da un oggetto colpito può variare nelle sue forme e nella sua intensità sia in base alla forza con cui i due corpi si scontrano sia in base alla materia di cui sono composti.

L'installazione luminosa "Impact" si propone di riflettere sul concetto di causa-effetto e sulla materialità dei corpi in gioco: l'elemento impalpabile della luce viene utilizzato per mettere in risalto la fisicità del metallo. Dallo scontro di queste particelle luminose con questi materiali si genera un effetto di riflessione "shape and physical-specific" particolare ed emozionante, che coinvolgerà emotivamente lo spettatore.
Natan
Diorama
installazione ambientale
— Italy
BIO
Natan (Roma, 1994) vive e lavora a Roma.

Si avvale delle conoscenze apprese dagli studi in progettazione grafica e programmazione per maturare un approccio al design dal carattere eclettico, orientando la sua ricerca sul dialogo tra arte analogica e digitale.

Realizza opere e interventi site-specific utilizzando videoproiezioni e sistemi interattivi, cercando di valorizzare la componente visiva che è centrale ad ogni suo progetto.
WORK
Diorama è un'installazione ambientale che indaga il comportamento degli organismi vegetali ed esplora i processi che regolano il mutamento e la morfologia delle piante, in particolare le reazioni dettate dalla presenza o assenza di stimoli luminosi.

Attraverso l'utilizzo di diverse videoproiezioni, l'impercettibile dialogo tra gli elementi del diorama botanico diventerà visibile allo spettatore.
Alessandro Panzetti
Anamorfosi cinetica –
Prassinoscopio
installazione
— Italy
BIO
Alessandro Panzetti, architetto, vive e lavora a Roma. Si dedica alla realizzazione di "installazioni anamorfiche" che considera tappe di una ricerca, di una riflessione sull'ambiguità del segno nella sua accezione più ampia e sulla sua conseguente difficoltà d'interpretazione.

Laureatosi in Architettura nel 1980, prima di impegnarsi nell'insegnamento delle tecniche artistiche si è distinto nelle attività creative quale il teatro, partecipando alle attività del Teatro Pretesto, incaricato dal Teatroscuola del Teatro di Roma per attività teatrali nelle periferie urbane. Nello stesso tempo ha coltivato le sue capacità nell'ambito musicale, sia sviluppando l'uso di vari strumenti sia con uno studio della composizione musicale per due anni al Conservatorio di Roma.

È stato capace di unire la ricerca prospettica tipica dell'architettura con l'immagine in movimento. Ha realizzato così numerosi film di animazione, che hanno ricevuto premi anche a livello internazionale, in cui ha sperimentato un linguaggio in grado di unire la ricerca sulle immagini in movimento ed effetti particolarmente suggestivi dal punto di vista visuale. Ha unito alla ricerca grafica l'abilità nel gestire le innovazioni tecnologiche, cosa che ha realizzato anche nell'insegnamento con i giovani all'Istituto Statale d'Arte di Pomezia. Ha realizzato corsi per il MIUR e ha preso parte a progetti europei sul cinema d'animazione.

Di recente il suo lavoro è stato esposto in diverse occasioni: Inthebox4, Galleria Margini e Segni di Bracciano, marzo 2013; Inthebox All Sessions, Lanificio 159, Roma, maggio 2013; Con il Pretesto del Teatro, MoLL-Monteverde Living Lab, Roma, giugno 2014; Forme inverse, spazio 311b, Roma, dicembre 2014; Forme inverse #2, Casa di Raffaello, Urbino, 2015.
WORK
Prendendo spunto dalla macchina pre-cinema da cui trae il nome, l'autore ha voluto evidenziare l'aspetto compositivo funzionale alla simulazione del movimento esaltandone la dinamicità delle geometrie, capaci - quando si osserva l'opera immobile - di creare aggregazioni di forme assolutamente non casuali mentre, quando è in rotazione, le stesse forme diventano parte fondante di un caleidoscopio tridimensionale ipnotico nella ciclicità del movimento.
Alessio Hong
Entropy, Complexity
installazione
BIO
Regista e Visual Artist.

Lavora come regista e direttore della fotografia ma il suo interesse per la video arte lo porta a fondere i due mondi, sviluppando un linguaggio tra il narrativo e il concettuale.
WORK
Il secondo principio della termodinamica afferma che in un sistema isolato l'entropia tende ad aumentare nel tempo in modo irreversibile. L'universo delimita il perimetro di un sistema isolato, per cui è valido il secondo principio ora enunciato: se l'universo vive per un tempo sufficientemente lungo, raggiungerà asintoticamente uno stato nel quale tutta l'energia è uniformemente distribuita in tutte le direzioni dello spazio, e non saranno più possibili processi energetici (inclusa la vita).
Dall'ordine supremo del Big Bang alla morte termica dell'universo. Bianco e Nero. Tutto e niente. Valori che possono essere considerati interscambiabili.
È però a metà di questo processo che accadono gli eventi più interessanti. Emerge infatti la "complessità", intesa come un sistema chiuso formato da diverse parti che interagiscono fra di loro secondo particolari relazioni.
L'esempio più tangibile di complessità è la vita stessa.
Dalla singola cellula procariote a ciò che è l'essere umano e al mistero della coscienza. Ci troviamo nell'era dell'universo più complessa e interessante.
Il gioco della vita prima di tornare nell'eterno torpore.
Cosmica Collective
live set
— Italy
BIO
Decomposer è un collettivo, uno spazio di sperimentazione musicale creato da Agostino Maria Ticino e Carlo Maria Marchionni. Alla ricerca di una ibridazione cinematica e onirica, mettono insieme percussioni dinamiche jazzistiche e sintetizzatori vintage, dando vita ad un ampio spettro di ambienti emozionali. Si sono esibiti in alcuni dei maggiori festival alternativi del continente Europeo come, tra gli altri, Ozora, Amore, Modem, Sonica, Human Evolution, Wao, Acusmatiq festival.
www.facebook.com/decomposerstudio

Lorenzo Giulio Morresi (Seven People) è un DJ, produttore e polistrumentista che lavora tra Londra e l'Italia. Il suo stile è una unione sperimentale di musica contemporanea, jazz, psichedelica, world, disco, cosmica e dance, proposta sia dal vivo che in dj set.

Negli ultimi due anni si è esibito in diversi club ed eventi in tutta Europa, come Amsterdam Dance Event, Brilliant Corners, GNU Festival, Serendipity, Spiritland, Malloni Trace.
sevenpeoplemusic.com
WORK
Cosmica Collective è un collettivo di musicisti marchigiani nato attorno alle jam session di Piazza Conchiglia Festival di Civitanova Marche.

Per tutta l'estate con cadenza settimanale diversi musicisti e producer della scena marchigiana si alternano in jam session elettroniche dal sapore cosmic and space.

Ospiti a Blooming i fondatori del collettivo Agostino Maria Ticino (aka Decomposer) e Lorenzo G. Morresi (aka Seven People).
Out Of Range crew
Manifest!
installazione interattiva
— Italy
BIO
OOR Crew (Out Of Range Crew) è un collettivo di artisti che dal 2007 porta avanti il progetto Out of Range, evento di arte generativa, digitale e multimediale. Nato all'interno del Castello di Frontone, nel corso del tempo si è aperto ad altri luoghi ed esperienze (Museo del Balì, Notte Rossa di Rimini, OFFSET, Fano, Rocca Malatestiana). Il gruppo è composto da artisti che spaziano dal video alla fotografia, dalla illustrazione digitale e animata, all'arte generativa, mapping e realtà aumentata, sound art e live electronics.
WORK
Manifest! è una installazione interattiva. Il termine "manifesto" significa, tra le altre cose, "palese, chiaro, evidente, offerto apertamente alla vista o all'intelletto altrui" (fonte Treccani).

In un certo senso il termine include, nella sua accezione, lo scambio, l'interazione, il contatto tra due entità, posizionate uno di fronte all'altra. In realtà il primo si offre al secondo, il quale non può non accettare, quasi sottomesso, il contenuto offerto. Questo "versamento" è la chiave dell'installazione, il cuore dell'azione.

I contenuti versati sono stati donati dal collettivo, in forma digitale, sono ri-mescolati e ri-ordinati in forma di "manifesto", poster visivo proiettato nel formato 70x100 cm di un vero manifesto-schermo, in un loop generativo casuale e disturbato da un glitch che ne evidenzia lo stato fisico, corporeo dell'immagine.
Lotta Stoever
Mutiertes L-System
installazione
— Germany
BIO
Lukas Stoever (1996) è un artista multimediale, studente presso l'Università delle Arti di Brema, Germania.

I suoi lavori si sviluppano nel campo dei nuovi media, arte e tecnologia, ricerca e simulazione. Guidati da un forte interesse per l'intersezione e l'interdipendenza tra i vari fenomeni, fatti e ambienti che si allineano, disobbediscono, si trasformano e mutano con le (nuove) tecnologie, i suoi lavori si evolvono in varie diramazioni tra installazione, elettronica e editoria.

Co-editore di href zine con Nathalie Gebert - una pubblicazione periodica iniziata con un numero sul tecnofemminismo - Stoever studia e ricerca le tracce e le riflessioni su teorie critiche come il cyberfemminismo degli anni '90 nella pratica degli artisti contemporanei.

I suoi progetti sono stati esposti in Germania in diverse occasioni e ha ricevuto diversi premi e menzioni d'onore.
WORK
Sui sistemi-L come interfacce del legame tra naturale e artificiale
Il biologo Aristid Lindenmayer concepì i sistemi-L intorno al 1968 per dare un modello al comportamento delle cellule vegetali. Oggi i sistemi-L sono stati implementati per dare modelli di interi organismi vegetali, e costituiscono una delle pratiche più diffuse sia in biologia che nell'informatica.
I sistemi-L da una parte sono utilizzati per cercare "principi che apparentemente accomunano diversi fenomeni", ma questo intento esplicito di unificare, opposto alla diversità dei processi di sviluppo delle piante, dimostra come i sistemi-L possano essere alquanto riduttivi, poichè funzionano come interfacce per tradurre i meccanismi di sviluppo di qualsiasi pianta in un set di regole prefissate.
Dall'altra parte i sistemi-L sono uno strumento essenziale nella programmazione, per sintetizzare immagini di piante con un approccio naturalistico, e offrono un'importante interfaccia per la fusione di fenomeni etichettati come "naturali" nel mondo "artificiale".
Quello che le due applicazioni hanno in comune è che si focalizzano entrambe sul guscio esterno delle piante e sulla loro struttura architettonica, e meno sui processi biochimici che sono gli effettivi responsabili della crescita.

Mutiertes L-System, 2017 - 2019
Questo lavoro indaga in modo sovversivo questi processi di formalizzazione, ribaltandoli.
Mutiertes L-systems è un algoritmo di sistema–L fisicamente sviluppato. Dal suo status originario di software esso migra nel mondo fisico.
Il substrato della scultura cinetica consiste in uno scheletro di carbonio e giunture di plastica, disposti secondo la regola che prescrive come ogni ramo dovrebbe generarne due, ruotati su due assi e piegati a un angolo di 89.8 gradi.

'F' ⟼ "Fx[-z-xFx][+z+xFx]"

Seguendo questa regola il sistema-L si espande e inoltre sviluppa strutture di supporto spontanee, che contravvengono al sistema di regole di origine, ma sono necessarie affinchè il sistema-L sia il più stabile possibile.
Dei fili sono agganciati tra una giuntura e l'altra per dare alla scultura la possibilità di muoversi. Questi "tèndini" reagiscono contraendosi a contatto con il calore, che è indotto grazie a dei transistor di 12 volt gestiti da un microcontrollore.
Psicofonie Granulari
live set
— Italy
BIO
Paolo F. Bragaglia vive e lavora tra Milano e le Marche.

Attivo sin dagli anni '80 è sin dagli inizi profondamente immerso nelle possibilità di creazione di nuovi suoni offerta dall'evoluzione tecnologica. Nel corso degli anni allarga i suoi interessi verso ai rapporti possibili della musica con l'immagine in movimento e successivamente con gli spazi architettonici, le arti visive, la parola e la scena.

Inizia così un'intensa attività di compositore e sound designer per colonne sonore televisive e cinematografiche, sonorizzazioni e spettacoli multimediali, che si affianca all'attività discografica. Ha partecipato negli ultimi venticinque a anni a numerosi festival e concerti, lavorato come produttore discografico. Ha fondato e dirige il festival Acusmatiq di Ancona da 14 anni. È tra i fondatori e presidente dell'associazione Acusmatiq Matme, nata per la diffusione della storia e del presente della musica elettronica nelle Marche.
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Alessandro Petrolati è un musicista e sviluppatore marchigiano con oltre vent'anni di attività nell'ambito della musica elettronica.

Nel 2011 fonda la Ur.L.O. (Urbino Laptop Orchestra) che è la prima Orchestra Italiana di Computers con la quale vanta più di 30 concerti in Italia e una intensa attività per la divulgazione della Musica Elettronica. Tra i più importanti: Acusmatiq di Ancona, Teatro Valle di Roma, Auditorium di Foligno, Perugia Fanta-City, Planetario di Roma con la presenza di Ennio Morricone etc...

Nel 2012 fonda la apeSoft realizzando 13 apps specifiche per dispositivi Apple (iOs), tutte dedicate al Sound Design. In questi anni la apeSoft si ritaglia uno spazio considerevole nel mondo dell'iOs Musicians, con una diffusione attuale di circa 35.000 utenti in ogni parte del mondo che impiegano questi audio-tools per il Sound Design nel Cinema e per la Composizione Elettronica.

Su invito, ha tenuto conferenze al Max festival di Leicester e al ICSC (International Csound Conference) a San Pietroburgo.

Insegna al corso di 'Tecnologia degli Strumenti' al Conservatorio Rossini di Pesaro.
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Leonardo Gabrielli è dottore di Ricerca in Ingegneria Elettronica e si occupa di algoritmi per la sintesi sonora, Deep Learning e tecnologie per la musica presso il Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione, Università Politecnica delle Marche. Presso lo stesso ateneo è anche docente a contratto dal 2016 per il corso di perfezionamento in Computer Music Production. Ha collaborato a numerose performance musicali d'avanguardia come ingegnere, creativo e musicista e dal 2013 cura il programma didattico-scientifico del festival Acusmatiq. Nel 2018 prende parte alla fondazione di Acusmatiq-MATME, associazione responsabile del Museo del Synth Italiano, un progetto di recupero storico atto a valorizzare il distretto industriale italiano dello strumento musicale.
WORK
Questa speciale performance creata appositamente per Blooming 2019 si basa su "Psicofonie", un progetto di Paolo F. Bragaglia che consiste nel raccogliere, riprodurre e manipolare voci, discorsi, monologhi e documenti sonori che nei decenni passati sono stati imprigionati tra i solchi dei dischi in vinile. Suoni dimenticati, inascoltati da lungo tempo che appartengono ad un mondo scomparso.

"Psicofonie Granulari" si basa sulla manipolazione in tempo reale mediante sintesi granulare delle voci provenienti dai "dischi parlanti" con i software realizzati da Alessandro Petrolati. Il trio si compone inoltre di Leonardo Gabrielli, musicista, didatta ed esperto di computer music.
Roberto Memoli
live set
— Italy
BIO
Si è laureato presso l'Accademia di Belle Arti di Urbino. Ha frequentato, in quegli stessi anni, corsi e seminari all'ISIA di Urbino e presso il laboratorio di musica elettronica LEMS al Conservatorio Rossini di Pesaro.

Dal 2011 al 2013 è stato membro e coordinatore del progetto "Ur.L.O. Urbino Laptop Orchestra", lavoro basato sull'improvvisazione e direzione di un'orchestra elettronica. Nel 2013 fonda con il VJ Luca Moroni il progetto audiovisual "K-Sine" ospitato, dal 2013 al 2016, in diversi festival tra cui: Robot Festival di Bologna (IT), Transient Festival di Parigi (FR). In contemporanea portò avanti progetti con il nome Nero.txt.

Dal 2017 ha iniziato a lavorare ad una nuova produzione solista che tenta di unire arte contemporanea e musica elettronica. L'ambito della ricerca ha influenze abstract noise, cercando di esplorare la componente del rumore e ragionando sul concetto di limite, di economia dei sistemi e attenzione al dettaglio. Porta avanti progetti che hanno un'attitudine verso le arti visive, la grafica, la musica elettronica e le installazioni.

Negli ultimi tempi ha partecipato a delle residenze d'artista e alcuni suoi lavori sono stati eseguiti in diversi luoghi dedicati all'arte. Tra questi anche il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Attualmente si esibisce dal vivo con il suo nuovo progetto "Not a Grid" - nella versione AudioVisual insieme al VJ Marco Santoro.
WORK
La sua ricerca è un mix di ambient-noise con varie influenze e ritmi accennati, che lascia un segno aggressivo e sfuggevole. Il continuo passare da uno stato all'altro non seguendo uno schema preciso, ma assecondando gli eventi e la loro progressione.

Il materiale audio di partenza è frutto di una serie di sessioni di registrazioni effettuate nel corso del 2018/2019 tra field-recordings durante residenze artistiche e produzioni in studio.
Andrea Scaglione
Dj di Roma, alla consolle dai primi anni 2000 con costanza e dedizione, presenta varie influenze derivate dalla passione per il clubbing. Sonorità Deep House, Minimal House, Techno si mescolano per esprimere un concetto semplice: la musica è di tutti e deve essere condivisa.

Si è esibito in diversi club romani e internazionali come Rashomon, Brancaleone, Esc, Vicious, Pascià, Byblos, NEO club, Peter Pan, e ha partecipato a festival come Day festival e Liminal
dj set
— Italy
Arssalendo
G O L A X è un'installazione sonora site-specific in cui Arssalendo decontestualizza i rumori quotidiani di Pergola, processandoli e re-inserendoli, con latenza, nella città stessa. A partire dal crepuscolo il corso di Pergola diventa uno spazio immersivo e suggestivo, animato dai suoni reali della città stessa, rivisitati, amplificati e diffusi per ricreare un ambiente mutevole e dinamico.
installazione sonora
— Italy
Kali
"Kali" è la forma femminile del tempo, o della pienezza del tempo, contrapposta al maschile "kala" - e per estensione, il tempo come "il mutevole aspetto della natura che porta la vita o la morte".
dj set
— Italy
Luca Cataldo
From light to projection
workshop
— Italy
BIO
Luca Cataldo (Ka:lu) è un artista multimediale specializzato in installazioni audiovisive, grandi proiezioni, VJing e DJing.

La sua pratica artistica deriva da un approccio di "learning by doing", e attraverso il suo lavoro esprime i traguardi e le conoscenze guadagnate nell'esperienza quotidiana. I suoi lavori mescolano immagini e suoni digitali con materiali diversi come ferro, stoffe o legno. E' continuamente alla ricerca di risultati estetici che possano consentire un'esperienza immersiva per ogni tipo di pubblico.

Negli ultimi dieci anni ha partecipato a diversi festival, mostre, eventi e residenze d'artista. Ha inoltre lavorato per l'INCA Network ad oltre cinquanta progetti, in qualità di coordinatore, formatore e artista. Dal 2008 al 2016 è stato responsabile delle residenze e direttore tecnico del festival multimediale olandese Oddstream.

E' uno dei fondatori di Antica Proietteria, specializzata nella realizzazione di videoproiezioni e installazioni audiovisive site-specific.

E' inoltre manager di produzione, direttore tecnico e international manager presso Kidsbit, un festival di creatività digitale dedicato ai bambini e alle famiglie.

www.ka-lu.net
WORK
Dalla luce alle proiezione è un laboratorio rivolto ai bambini per scoprire le innumerevoli strade che portano un'immagine ad essere proiettata.

Giocando con ombre, tavoli luminosi, lavagne luminose, tablet e proiettori i bambini scopriranno come creare delle composizioni visive ed intervenire nello e sullo spazio con delle proposte creative fatte di oggetti, giocattoli, ritagli ed applicazioni per tablet.

Le differenti tecniche usate per creare le composizioni visive si modellano alle differenti età dei partecipanti al laboratorio.

Un laboratorio che incoraggia l'utilizzo della manualità con l'uso delle tecnologie analogiche e digitali.

Durata: 2 sessioni da 2 ore circa l'una
Età: 5-10
Richieste: Pastelli e/o pennarelli, si richiede a ogni bambino di portare un piccolo gioco
urKinLab
Plastiqua
VR experience
— Italy
BIO
urKinLab è un collettivo che nasce nel 2015 con l'intento di unire tecnologia e arte, dando libero sfogo alla creatività. La costante ricerca delle ultime novità nel campo della computer graphics si unisce alla volontà di trasformare in realtà e condividere le idee.

Al team base, composto da Giacomo Scarpellini (software developer), Marco Lazzaretti (software developer) e Mariangela Malvaso (visual designer), si uniscono di volta in volta nuovi componenti tra artisti e tecnici. Questa volta, collaborano con urKinLab Alberto Formica (VR specialist), Leone Ruggiero (3D artist) ed Enrico Liverani (Sound FX).

www.urkin.it
WORK
Mare. Il non luogo, simbolo, racconto, avventura, mistero, vita, connessione, comunicazione, energia, poesia, passaggio, paesaggio, divertimento, paura.

Nell'antichità era considerato una divinità, oggi è diventato una discarica.

I rifiuti sono una delle principali minacce agli ecosistemi marini e rappresentano un rischio crescente alla biodiversità, all'ambiente e alla salute.

Il progetto di urKinLab si unisce a tanti altri tentativi di sensibilizzazione dell'uomo.

Plastìcqua è un'esperienza interattiva in realtà virtuale per esprimere un messaggio forte e spingere ad agire.

Munito di visore, l'utente si potrà immergere in un mare apparentemente pulito che va pian piano ad inquinarsi. Nuove creature e nuovi mostri marini nascono da questo lento e inesorabile "inquinamento inconsapevole" che dobbiamo assolutamente fermare.

"Il mare sorride da lontano. Denti di spuma, Labbra di cielo" [Federico Garcia Lorca]
Live Cinema Festival
video screenings
— Italy
ABOUT
Live Cinema Festival è una rassegna annuale di cinema dal vivo che dal 2014 indaga e promuove tutti i fenomeni artistici cui si attribuisce il termine "Live Cinema", attraverso le esibizioni di artisti che hanno fatto di questa tecnica narrativa la loro cifra stilistica.

Per "Live Cinema" si intende una tecnica narrativa sperimentale applicata al video performativo, che dà vita alla creazione simultanea di suoni e di immagini in tempo reale, in cui i parametri tradizionali del cinema narrativo, rappresentati dalla soggettività fotografata della camera, si espandono in una concezione più ampia.

Live Cinema Festival è una manifestazione che riflette lo spirito dell'epoca in cui la tecnologia ha invaso ogni aspetto della nostra vita: in questo caso, un'epoca in cui macchine, arte e tecnologia si uniscono per diffondere nuovi messaggi e nuove prospettive, proponendo un nuovo immaginario, abbattendo le frontiere tra il mezzo e il contenuto, manipolando immagini e utilizzando diverse tecniche di approccio alla creazione del contenuto finale, frutto dell'improvvisazione e dell'abilità degli artisti.

Il progetto mira ad offrire al pubblico una panoramica di queste modalità di interpretare il Live Cinema, attraverso le performance di artisti provenienti da diversi paesi; il Live Cinema infatti è una forma di espressione diffusa in tutto il mondo e, grazie allo sviluppo delle tecnologie, si autoalimenta creando quasi quotidianamente nuovi contenuti, spunti, prospettive come manifestazioni dedicate, corsi accademici e dibattiti culturali a livello internazionale.

Le edizioni di LCF hanno offerto al pubblico una panoramica delle diverse modalità di interpretare il Live Cinema, attraverso 28 performance di 26 artisti/gruppi artistici internazionali, per un totale di 45 artisti partecipanti, provenienti da tutta Europa.

Live Cinema Festival fa parte del progetto AVnode | LPM 2015 > 2018, Large Scale Cooperation Project co-finanziato dal programma cultura Creative Europe dell'Unione Europea, con lo scopo di promuovere e sviluppare la cultura del video dal vivo e gli artisti audio-video europei al pubblico di tutto il mondo con la produzione di 36 festival, 3 meeting , 3 Conferenze sull'Audience Development e più di 200 eventi satellite in 3 anni.

Live Cinema Festival è prodotto ed organizzato da Flyer Communication (flyer.it), Linux Club (linux-club.org) e FLxER.net (flxer.net), grazie alla cooperazione di importanti partner internazionali.

livecinemafestival.com
PROGRAM
- LCF 2014-2018 Report
- The Light Surgeons, "In Profile"
- Dies_, "Materia Sonica"
- Addictive TV, Orchestra of Samples by AV artists Showreel
- Klaus Obermaier, audiovisual performance
- Ernesto Sarasa (Fonosträbico), "Ente"
- Nikita Diakur, "Fest - Experimental short film"